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Quanto costa il Canone Rai nel 2026 e chi può non pagarlo: guida aggiornata

Il Canone RAI 2026 resta di 90 euro, ma non per tutti: ecco chi può chiedere l’esonero e come funziona davvero.

Quanto costa il Canone Rai nel 2026 e chi può non pagarlo: guida aggiornata
Quanto costa il Canone Rai nel 2026 e chi può non pagarlo: guida aggiornata

Per molte famiglie il canone Rai è uno di quei pagamenti che si infilano ogni anno tra le scadenze più fastidiose. Anche nel 2026, la quota resta la stessa: novanta euro, rateizzati in bolletta elettrica, senza novità all’orizzonte. Ma dietro questa apparente stabilità ci sono alcune regole che cambiano la prospettiva di chi deve davvero pagare, e chi invece può evitarlo.


A metà mattina, quando le finestre sono già piene di luce, la bolletta elettrica sul tavolo della cucina racconta spesso un piccolo rito domestico: ci si siede, si controllano le scadenze, si calcola quanto resta. Dentro questa routine si infilano anche i 9 euro mensili del canone, da gennaio a ottobre. Un peso leggero, se visto mese per mese, ma che si sente soprattutto per chi vive con attenzione ogni centesimo. Nei prossimi paragrafi, chiariamo chi paga, chi no, e come gestire la richiesta di esenzione senza complicarsi troppo la vita.

Quanto costa il Canone Rai 2026 e come si paga

Per l’anno 2026 il Canone Rai resta fissato a 90 euro, esattamente come nel 2025. Nessun aumento, nessuno sconto deciso in Legge di Bilancio. Si paga in modo automatico: l’importo viene spalmato in 10 rate da 9 euro, inserite direttamente nella bolletta dell’energia elettrica della casa principale.

Un dettaglio che spesso sfugge: il canone viene addebitato da gennaio a ottobre, così da lasciare novembre e dicembre “liberi” da questa voce. Chi è pensionato e ha un reddito basso, può chiedere la rateizzazione sulla pensione con trattenute dirette: soluzione utile per chi preferisce suddividere ancora di più la spesa.


Non sono previsti sconti particolari, anche se ogni anno qualcuno lo spera: la cifra resta invariata da anni, come certe abitudini che non cambiano mai davvero.

Esenzioni Canone Rai 2026: chi può non pagare

Non tutti sono tenuti al versamento. La normativa individua alcune categorie di cittadini esenti, in automatico o su domanda. Ecco le situazioni più comuni in cui si può chiedere di non pagare il canone:

  • Chi non possiede televisori o dispositivi abilitati alla ricezione del segnale (bisogna compilare e inviare la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate, anche se può sembrare una formalità è fondamentale per non ricevere addebiti non dovuti).
  • Persone over 75 con reddito annuo sotto gli 8.000 euro (il calcolo si fa considerando anche quello del coniuge; attenzione, l’esenzione vale solo se in casa non ci sono altri conviventi con reddito proprio, esclusi collaboratori domestici e badanti).
  • Militari italiani ricoverati in ospedali militari o ospitati in Case del soldato; militari stranieri delle Forze NATO. Invece, chi vive in un alloggio privato – anche dentro strutture militari – non ha diritto all’esenzione.
  • Agenti diplomatici e consolari di Paesi che garantiscono la reciprocità ai rappresentanti italiani.
  • Rivenditori e riparatori di apparecchi televisivi: esenzione automatica.
  • Eredi dell’intestatario della bolletta deceduto (va comunicato subito il decesso, per evitare ulteriori addebiti; un dettaglio che a volte sfugge nei momenti di confusione).

In quasi tutti i casi, l’esenzione non è automatica, va richiesta e spesso deve essere rinnovata ogni anno.


Quando e come chiedere l’esenzione dal Canone Rai

Le tempistiche per la domanda di esenzione variano in base alla situazione:

  • Non possiedo la TV: dichiarazione da presentare tra 1° luglio 2025 e 31 gennaio 2026 per essere esonerati tutto l’anno; se arriva tra febbraio e giugno 2026, l’esonero parte da luglio.
  • Over 75 con reddito basso: domanda entro il 30 aprile o entro il 31 luglio dell’anno in cui si compiono 75 anni, per coprire l’intero anno o dal secondo semestre.
  • Militari, diplomatici, rivenditori: domanda possibile in qualsiasi momento.
  • In caso di decesso dell’intestatario: l’esenzione vale dalla data del decesso (va segnalata con sollecitudine, anche per evitare errori nelle prossime bollette).

Un punto pratico: salvo il caso di decesso, bisogna rinnovare la richiesta ogni anno, compilando la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate. La trafila non è complicata ma, come spesso succede per i documenti fiscali, serve attenzione ai dettagli e ai tempi.

Come si invia la domanda

Tre possibilità, tutte valide:


  • Online, tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (serve SPID, CIE o CNS, ormai quasi la norma per i servizi pubblici).
  • Raccomandata, inviando il modello cartaceo al Centro Operativo di Torino.
  • Con l’aiuto di un intermediario abilitato, ad esempio CAF o consulenti fiscali.

Il modello aggiornato per il 2026, con le istruzioni passo passo, si trova facilmente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Meglio scaricarlo con calma e leggere ogni campo, così si evita di dover rifare tutto da capo per una svista. Una pausa, una tazza di tè, e la burocrazia diventa un po’ meno pesante.

Sotto la superficie di una regola uguale per tutti, ogni casa ha i suoi piccoli casi particolari. A volte basta una domanda, altre serve insistere o controllare una scadenza in più. In fondo, come per tutte le faccende domestiche, un po’ di attenzione e qualche appunto scritto fanno la differenza, anche per il canone Rai.

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