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Pagamento Assegno Unico a dicembre 2025: calendario Inps e novità

Mese di dicembre, tra Natale che si avvicina e le ultime spese dell’anno, il pagamento dell’Assegno Unico torna a farsi notare nei conti delle famiglie. Novità Inps e calendario accrediti: ecco come cambia tutto, passo dopo passo.

Pagamento Assegno Unico a dicembre 2025: calendario Inps e novità
Pagamento Assegno Unico a dicembre 2025: calendario Inps e novità

Dicembre è un mese che si sente già dalla porta d’ingresso: aria più fredda, scatole di addobbi pronte, piccoli pensieri da mettere in fila per le feste. E, quasi ogni anno, l’Assegno Unico in arrivo con un po’ di anticipo. Stavolta il calendario Inps porta qualche dettaglio in più da controllare, tra pagamenti anticipati e piccoli aumenti previsti per il 2026.


Niente promesse esagerate, ma una certezza: conviene sempre tenere d’occhio il portale Inps, almeno una volta ogni dieci giorni. Piccoli gesti pratici, come controllare la voce “Pagamenti” nell’area personale, spesso fanno la differenza tra una sorpresa gradita e un dettaglio che passa inosservato.

Pagamento Assegno Unico dicembre 2025: calendario ufficiale e dettagli da sapere

Il pagamento dell’Assegno Unico a dicembre arriva in due tranche distinte, proprio per via delle festività natalizie. Chi riceve la rata standard, senza variazioni rispetto a novembre, vedrà l’accredito tra il 17 e il 19 dicembre 2025. Un piccolo anticipo rispetto ai mesi normali, anche se, con le scuole che chiudono e i regali già in lista, qualche giorno può davvero fare comodo.

Per le famiglie che hanno subito un ricalcolo o stanno aspettando la prima mensilità (magari c’è stato un cambio Isee, un conguaglio o una nuova domanda), il pagamento scivola verso gli ultimi giorni di dicembre. Di solito si riceve una comunicazione via sms o mail da Inps, anche solo per un rapido aggiornamento.


Chi ha figli piccoli lo sa: a dicembre anche pochi giorni possono cambiare la gestione del mese. Vale la pena segnarsi le date, soprattutto se si aspetta un accredito importante per l’equilibrio delle spese familiari. Una nota: il calendario può cambiare in caso di aggiornamenti dell’ultimo minuto, ma nella maggior parte dei casi il ritmo segue quello comunicato da Inps.

Come controllare saldo, date e variazioni dell’Assegno Unico

Il modo più semplice resta sempre lo stesso: accesso all’area personale del sito Inps o tramite app MyINPS. Serve lo SPID, la Carta d’Identità Elettronica o la Carta Nazionale dei Servizi, strumenti ormai abbastanza comuni, anche se a volte capita di dimenticare la password.

Ecco i passaggi utili:


  • Una volta dentro, cercare il “Fascicolo previdenziale del cittadino”.
  • Sezione “Prestazioni”, poi “Pagamenti”.
  • Qui si trova il dettaglio dei versamenti e lo storico degli accrediti.

Chi controlla spesso racconta che un paio di minuti bastano, giusto il tempo di accendere la moka. Le variazioni di importo vengono evidenziate, soprattutto se sono legate a cambi Isee o ricalcoli Inps. Da gennaio, poi, conviene fare una verifica extra: ogni anno ci sono piccole rivalutazioni, che spesso passano inosservate ma fanno la differenza nel lungo periodo.

Aumenti Assegno Unico dal 2026: cosa cambia davvero (e quanto)

Dal nuovo anno, l’importo dell’Assegno Unico aumenta leggermente, seguendo l’indice Istat dei prezzi al consumo. La percentuale fissata per il 2026 è pari a +1,4%: non una cifra che stravolge il bilancio, ma che aggiorna ogni fascia Isee e anche le maggiorazioni particolari (per esempio, figli con disabilità o madri under 21).

Nel concreto, ecco alcune delle variazioni previste, numeri alla mano:


  • Nuclei con Isee inferiore a 17.520 euro: da 201 euro si passa a circa 204,4 euro per ogni figlio.
  • Fascia tra 21.725 e 21.841 euro: l’importo sale da 179,7 euro a circa 182,8 euro.
  • Fascia tra 26.163 e 26.280 euro: da 157,9 euro si arriva a circa 160,6 euro.
  • Oltre 46.720,53 euro: da 57,5 euro si arriva a circa 58,5 euro per figlio.

Per le maggiorazioni, i cambiamenti sono piccoli ma da tenere presenti:

  • Per i figli con disabilità grave: da 109,1 a circa 111 euro al mese.
  • Per i figli non autosufficienti: da 120,6 a circa 122,7 euro.
  • Madri con meno di 21 anni: da 23 a circa 23,4 euro.
  • Per ogni figlio successivo al secondo (Isee sotto 17.520 euro): da 97,7 a circa 99,4 euro.
  • Per ogni figlio successivo al secondo nella fascia più alta: da 17,2 a circa 17,5 euro.

Nel complesso, aumenti contenuti, ma sempre meglio fare un controllo in più: a gennaio un piccolo aggiornamento può sfuggire. La vera differenza, spesso, la fa l’attenzione ai dettagli e la scelta di controllare senza fretta, magari a metà mattina con una tazza di tè.

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