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Ordine e pulizia

Non basta sciacquarlo: come pulire bene un tagliere in legno

Un tagliere di legno pulito davvero profuma di casa: sale, limone, e quei piccoli gesti che rendono speciale anche la routine della cucina. Igienizzare senza rovinarlo è possibile, basta qualche accortezza quotidiana.

Non basta sciacquarlo: come pulire bene un tagliere in legno
Non basta sciacquarlo: come pulire bene un tagliere in legno

Pulire un tagliere di legno sembra una cosa da poco, e invece: ogni volta che si affetta una mela o si prepara un trito di prezzemolo, il legno assorbe aromi, umidità e piccoli residui che a lungo andare si fanno sentire. Per evitare macchie ostinate e odori che non vanno più via, la pulizia quotidiana è la chiave. Nessun bisogno di detersivi aggressivi (anzi, li evitiamo), e niente lavastoviglie che lo deformerebbe irrimediabilmente. Si lavora con quello che di solito c’è già in cucina, con un paio di passaggi pratici che in pochi minuti ridanno nuova vita al legno.


Il tagliere, soprattutto d’inverno quando in casa si cucinano più minestre e verdure, tende ad assorbire umidità. Un motivo in più per curarne la pulizia e l’asciugatura: dettagli piccoli, certo, ma che cambiano molto. Con un po’ di attenzione (e una mano ferma con la spugna), si mantiene il tagliere in forma più a lungo, senza sprechi né rischi per la salute.

Pulizia quotidiana e igienizzazione del tagliere in legno

Il primo passo per avere un tagliere di legno sempre pulito è lavorare subito dopo l’uso. Una volta finito di affettare, niente attese: si sparge subito un po’ di sale grosso sulla superficie. Va bene anche il bicarbonato, ma il sale ha una grana più decisa. Poi si prende mezzo limone (meglio ancora se quello avanzato dalla spremuta del mattino) e si inizia a strofinare energicamente. Il succo si mescola con il sale, il legno si sgrassa, la cucina profuma di fresco. Se il limone manca, va bene anche un panno imbevuto di aceto bianco.

A questo punto, meglio lasciar agire per una decina di minuti. Si può anche approfittare per sistemare il resto della cucina. Dopo il tempo di posa, si strofina di nuovo e si risciacqua il tagliere con acqua calda corrente. Niente immersioni prolungate, solo un passaggio rapido sotto il getto. Poi, panno pulito e asciugatura immediata: fondamentale appoggiare il tagliere in verticale, all’aria, lontano dai fornelli accesi o dai termosifoni. Così si evita qualsiasi rischio di muffa o gonfiore.


A volte sembra una procedura lunga, ma una volta entrata in routine, diventa un gesto naturale. Più semplice di quanto sembri.

Eliminare macchie e odori persistenti

Ci sono giorni in cui il tagliere sembra segnato per sempre: una macchia di pomodoro, l’odore di cipolla che resiste anche dopo vari lavaggi. Capita, soprattutto se si cucina spesso e con ingredienti saporiti. Per le macchie più ostinate conviene preparare una pasta densa con bicarbonato e un po’ di acqua. Si stende sul punto critico, si lascia agire qualche minuto, poi si gratta con una spugna ruvida (non metallica). Per un’azione ancora più intensa, si può aggiungere anche qualche goccia di limone al bicarbonato, ottenendo una miscela leggermente effervescente che aiuta a sbiancare il legno e a togliere gli odori forti.

Se il problema sono i cattivi odori, spesso basta ripetere il trattamento con sale e limone. Nel dubbio, meglio lasciar agire il limone per qualche minuto in più, soprattutto nei mesi più caldi quando il rischio di proliferazione batterica aumenta. Un altro trucco? Usare la parte esterna della scorza del limone per una passata finale: lascia il legno più lucido e con un profumo delicato che dura tutto il giorno.


Chi ha provato almeno una volta sa che non esistono miracoli, ma con qualche tentativo in più i risultati arrivano.

Nutrire il legno e prevenire screpolature

Pulire non basta: il legno, con il tempo, ha bisogno anche di essere nutrito. Dopo un’asciugatura completa (mai lasciare umido, anche solo in parte), si può applicare un velo di olio di semi, come l’olio di vaselina alimentare oppure quello di riso o mais. Con un panno pulito si massaggia bene l’olio su tutta la superficie, lasciando che il legno lo assorba. Meglio ripetere questa operazione ogni due o tre settimane se si usa spesso il tagliere, o comunque quando la superficie appare secca o opaca.

Una piccola accortezza: dopo aver lasciato agire l’olio per mezz’ora circa, è importante eliminare l’eccesso con un altro panno. In questo modo si evitano residui untuosi e si protegge davvero il legno da secchezza e screpolature. Chi vuole, può usare questa tecnica anche su mestoli o cucchiai di legno, magari prima di cena, così tutto è pronto e nutrito per i prossimi utilizzi.


Piccole attenzioni che si imparano con il tempo. Un tagliere curato si riconosce subito: profuma, resta liscio, fa venire voglia di cucinare. E alla fine, basta davvero poco per trasformare la routine in un gesto di cura quotidiana.

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