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Tra Castelmezzano e Pietrapertosa: una Basilicata da urlo!

Siamo a settembre e per molti di noi l'estate appena trascorsa è già un ricordo avvolto da nostalgia. E sarà per nostalgia, forse, che vogliamo raccontarvi alcuni passaggi di questi piacevoli mesi estivi. Un'estate trascorsa all'insegna della scoperta di paesaggi prima sconosciuti.

Una cosa che amiamo fare è praticare il trekking, un'attività a cui ci siamo avvicinati poco più di un anno fa e che ogni volta ci porta a stretto contatto con la natura ed un po' con noi stessi. Tu, un sentiero, la montagna davanti a te e la forza nelle gambe. La grande sfida è arrivare alla meta, macinando chilometri che non avresti mai pensato di poter percorrere.

In tenuta da trekking e in una piacevole giornata di giugno partiamo per le Dolimiti Lucane, una zona incantevole della Basilicata ed un paesaggio mozzafiato, che non pensavamo di trovare a poche ora dalla Puglia. Con noi un gruppo di cari amici, tutti con scarponcini, zaino in spalla e la voglia di esplorare. L'obiettivo è percorrere il tratto da Castelmezzano a Piatrapertosa e viceversa, passando per il percorso delle 7 pietre. Esperienza meravigliosa, ve lo anticipiamo. Entrambi i paesini sorgono su due vette delle Dolomiti Lucane ed è qui che si pratica il famoso Volo dell'Angelo alla velocità da brivido di circa 110 Km/h.

Giunti a Castelmezzano, lasciamo l'auto per incontrare una guida turistica messa gratuitamente a disposizione dalla pro loco del luogo: un ragazzo estremamente gentile che ci accompagna per il primo tratto di questa nostra avventura. Se non è accoglienza questa! Grande dimostrazione di promozione turistica della regione Basilicata. 

Abbiamo già nominato il percorso delle 7 pietre, le cui tappe sono appunto segnate da installazioni in pietra, che raccontano ciascuna una parte della leggenda del contadino Vito, storia tratta dal libro "Vito ballava con le streghe" di Mimmo Sammartino. Un percorso letterario che si snoda lungo un tratturo di 2 chilometri tra natura verdeggiante, ruscelli e sorgenti di acqua freschissima. 

Il nostro viaggio in questa storia ha inizio dinanzi alla prima grande pietra. Qui sentiamo una voce di donna estremamente suggestiva, che sembra uscire dalla smisurata sagoma di uomo lì impressa. Una voce inquietante che ti cattura subito nel magico mondo delle mascìare e delle fatture d'amore. E questa voce ci seguirà per tutto il percorso raccontando di streghe, di balli, incantesimi e deliri … ma non vogliamo dirvi di più, è un percorso da vivere e vi auguriamo di farlo un giorno!

Usciamo anche noi dall'incantesimo, un po' come Vito, quando arriviamo nel paesino di Pietrapertosa. Qui salutiamo la nostra guida e proseguiamo tra le viuzze del borgo in cerca di un angolo di riposo per un meritato pranzo a sacco. Potremmo pubblicare le foto della pennichella, ma i nostri amici non sarebbero felici di questo!

"Forza, forza, riposo finito, c'è da camminare ancora". E saliamo, saliamo sempre, passando dalla t-shirt al giubbino e dall'azzurro cielo ad un grigio minaccioso. E saliamo, saliamo ancora, fermandoci di qua e di là con la scusa di un selfie, in realtà per prendere fiato. Finalmente ci siamo, qui in cima, dove sorge il Castello di Pietrapertosa a circa 1.100 mt di quota. E se mai anche tu dovessi arrivare qui un giorno, fermati, lascia stare per un po' fotocamere e cellulari e ascolta, ascoltati e perditi. 

Bene, ora sì che possiamo riprendere la reflex ed immortalare in alcuni scatti il panorama che vi mostriamo qui. Ciò che le foto non possono rendere in pieno, però, è quel senso di pace che ti pervade quando giungi lì sulla vetta e il tuo sguardo si perde nel mondo.

Un lungo respiro per portare più ossigeno possibile sino al cuore e pronti per il percorso inverso che ci porta nell'accogliente borgo di Castelmezzano. Qui una seconda guida è a nostra completa disposizione per visitare il luogo, raccontare storie, entrare in chiese, illustrare iniziative e salire sino al punto più alto del paese.

E qui terminano le nostre fatiche, dinanzi a questo quadro che si illumina davanti a noi in pieno pomeriggio e che vedete in foto qui in basso. Da quel belvedere ti sembra di poter allungare appena il braccio e toccare i monti. 

Ora siamo stanchi, sentiamo già i primi effetti dell'acido lattico, vorremmo già essere in macchina e dare sollievo alle gambe. E anche se sono trascorse diverse ore dal nostro arrivo, costante e puntuale arriva dall'alto ogni cinque minuti circa un urlo, un grido adrenalinico di quanti coraggiosamente si lanciano dalle postazioni di Castelmezzano e Pietrapertosa e volano sulle nostre teste lungo un cavo d'acciaio in un indimenticabile Volo dell'Angelo!

Se anche voi avete vissuto la meravigliosa esperienza di una giornata sulle Dolomiti Lucane, raccontateci la vostra avventura tra i commenti. Se invece non avete mai visitato questi luoghi, saremo lieti di darvi qualche piccolo consiglio. Il primo è visitare la Basilicata!

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