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Bonus e agevolazioni

IMU 2025: le agevolazioni che riducono davvero l’imposta sulla casa

C’è un modo concreto per pagare meno IMU sulla casa? Tra agevolazioni poco note e regole che cambiano da Comune a Comune, scoprire le riduzioni giuste può fare la differenza per il portafoglio di ogni proprietario.

IMU 2025: le agevolazioni che riducono davvero l’imposta sulla casa
IMU 2025: le agevolazioni che riducono davvero l’imposta sulla casa

La stagione in cui si pensa alle tasse sulla casa arriva sempre puntuale: tra dicembre e giugno, il tema IMU ritorna come un appuntamento fisso nel calendario domestico. Eppure, ogni anno, molti lasciano per strada sconti importanti. Si tratta di riduzioni previste sia a livello nazionale che locale, con percentuali anche molto alte, ma spesso poco pubblicizzate. Chi possiede una seconda casa, un immobile in affitto o magari un locale commerciale lasciato vuoto, dovrebbe sapere che esistono opportunità concrete per alleggerire davvero la pressione fiscale. A patto di conoscere le regole (e avere la pazienza di cercare tra le delibere del proprio Comune).


In questa guida si entra subito nel pratico: le agevolazioni che tagliano davvero l’IMU e come verificare, in pochi passaggi, se si ha diritto a uno sconto anche solo per il prossimo versamento.

Sconti IMU 2025: le riduzioni principali a livello nazionale

Chi affitta la propria casa con un contratto a canone concordato, spesso si trova davanti una sorpresa positiva. La legge, da qualche anno, premia i proprietari che scelgono questa formula, riducendo l’IMU del 75%. Il motivo? Incentivare contratti più stabili e accessibili, utili a combattere il caro-affitti nelle grandi città ma anche a riportare in vita appartamenti che altrimenti resterebbero chiusi mesi interi. Per accedere a questo sconto bisogna però rispettare alcuni requisiti specifici, tra cui la stipula di un contratto registrato e conforme agli accordi territoriali. Una piccola attenzione che può trasformarsi in un bel risparmio.

Esistono altre riduzioni importanti. Ad esempio, il 50% di sconto per chi concede l’immobile in comodato d’uso gratuito a figli o genitori. Qui il risparmio è tangibile ma serve attenzione: il contratto deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate, il proprietario deve vivere nello stesso Comune dell’immobile, e non può avere più di due case nello stesso territorio comunale. La stessa soglia (50%) si applica ai pensionati residenti all’estero, purché vivano in Paesi che hanno un accordo con l’Italia. Piccoli dettagli, ma fanno la differenza.


Una soluzione meno conosciuta è quella dello sconto del 20% se si sceglie la domiciliazione bancaria per pagare l’IMU. Non si trova ovunque: ogni Comune può decidere se offrirla, ma quando c’è, permette di automatizzare il pagamento e ottenere un risparmio senza fatica. Basta autorizzare il prelievo automatico dal proprio conto entro metà giugno. Una procedura che in molti saltano, forse per abitudine. E invece, a fine anno, la differenza si sente.

Le agevolazioni locali: quando il Comune fa la differenza

Ogni Comune può introdurre riduzioni specifiche per rispondere ai bisogni del proprio territorio. Un esempio concreto: nel 2024 il Comune di Sarzana ha deciso di tagliare del 30% l’IMU per chi affitta un locale commerciale sfitto. L’idea era semplice, rivitalizzare il centro e favorire l’apertura di nuove attività. In pratica, una mano tesa sia a chi ha immobili fermi che a chi sogna di aprire una bottega.

Non si tratta di casi isolati. In molte città, soprattutto nei piccoli centri o nelle aree con molti immobili vuoti, i Comuni possono agire direttamente sulle aliquote e introdurre sconti su misura. Succede spesso quando si vuole contrastare lo spopolamento o ridare vita a zone degradate. Per i proprietari, queste agevolazioni possono rappresentare la spinta giusta per cambiare strategia: magari si mette finalmente in affitto un locale chiuso da anni, oppure si valuta il recupero di una casa ereditata che sembrava solo un peso. Ogni decisione, qui, conta.


Un piccolo consiglio: vale sempre la pena controllare il sito del proprio Comune verso fine primavera. Spesso vengono pubblicati aggiornamenti o nuove delibere proprio in vista della scadenza di giugno.

Come scoprire le riduzioni IMU nel proprio Comune

Da quest’anno, le regole per la trasparenza sono più chiare. I Comuni devono pubblicare le aliquote IMU su un portale nazionale, il sito del federalismo fiscale. Funziona così: si inserisce il nome del Comune e in pochi secondi si visualizzano tutte le informazioni sulle aliquote, gli sconti attivi e le eventuali riduzioni. Il sistema è pensato proprio per aiutare chi, spesso all’ultimo minuto, cerca di capire quanto dovrà pagare.

Nel 2025 la maggior parte dei Comuni (più di 7.000) ha già adottato il nuovo sistema, quindi il portale è una risorsa affidabile. Se qualcosa non è chiaro, di solito basta una telefonata all’ufficio tributi o una rapida visita in Comune per avere conferma. A volte, dietro una riduzione poco pubblicizzata, si nasconde un risparmio consistente che vale più di una corsa al supermercato nel weekend.


Meglio perdere cinque minuti ora che scoprire di aver pagato troppo, magari per anni.

La scadenza IMU può sembrare sempre uguale, ma ogni anno qualcosa si muove. Anche solo una piccola agevolazione può cambiare il bilancio familiare o far passare la voglia di tenere una casa chiusa. Basta uno sguardo attento, un po’ di pazienza e la voglia di risparmiare su ciò che conta davvero.

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