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Ordine e pulizia

Decluttering in casa? Queste sono le regole d’oro da seguire

Quando la casa inizia a sembrare troppo piena, qualche semplice regola di decluttering può cambiare l’aria e l’umore delle stanze. Spesso basta poco per sentirsi più leggeri e vivere meglio, davvero.

Decluttering in casa? Queste sono le regole d'oro da seguire
Decluttering in casa? Queste sono le regole d’oro da seguire

Non serve rivoluzionare tutto in un solo giorno: il decluttering efficace nasce da piccoli gesti concreti, ripetuti ogni giorno. Armadietti che si svuotano, mensole che si riscoprono, una tazza dimenticata che torna a essere utile. Le regole d’oro per il decluttering non sono solo trucchi da rivista, ma veri e propri strumenti per vivere la casa in modo più sereno e pratico. A volte basta iniziare dal cassetto del comodino, o da quell’angolo in fondo all’ingresso che tende a riempirsi di ogni cosa. La sensazione di ordine arriva piano, si accumula poco alla volta, come il profumo di pane appena sfornato in cucina. Non tutto andrà via subito, e non sempre si riesce a essere perfetti: spesso ci si trova a pensare due volte prima di lasciare andare qualcosa, altre invece basta un gesto veloce.


L’importante è scegliere la strada più adatta a sé, senza forzare troppo il ritmo. E magari approfittare di una mattina di pioggia o di un pomeriggio tranquillo per fare spazio, nella casa e nella testa. Le regole essenziali per il decluttering aiutano soprattutto a sentirsi più padroni dei propri spazi. Non servono formule miracolose, ma un approccio pratico, onesto e costante. E una volta trovato il proprio equilibrio, tutto diventa più semplice.

Le regole d’oro del decluttering: come iniziare davvero

Il primo passo per il decluttering è sempre mentale. Non si tratta di svuotare per forza, ma di osservare con calma cosa ci circonda e scegliere cosa merita spazio.

Spesso il segreto sta proprio nel non voler strafare: lavorare per piccole tappe, come una stanza per volta (o anche una singola categoria di oggetti) aiuta a non sentirsi sopraffatti.


Piccolo esempio: si parte da una mensola della cucina. Svuotare tutto, guardare quello che c’è, magari scoprire due scatole di tè che neanche ricordavi. Mettere da parte ciò che non serve, senza fretta. Non si finisce tutto in un giorno, e va bene così.

La cosa importante è porsi le domande giuste. Un oggetto è davvero utile? Lo uso oppure rimane fermo da mesi, spostato solo quando si pulisce? Succede spesso di conservare qualcosa per abitudine o senso di colpa, magari un regalo mai usato. Qui serve onestà, anche se non sempre è facile.

Un altro consiglio utile: visualizzare come vorresti vedere la tua casa dopo il decluttering. Pensare all’aria più leggera, ai ripiani sgombri, a quanto sarebbe comodo trovare tutto subito. Un’immagine concreta, anche solo nella testa, rende più facile resistere quando l’impulso di “tenere tutto” si fa sentire.


Metodi pratici e trucchi concreti: cosa funziona davvero

Prima di riordinare, si svuota. Può sembrare banale, ma vedere una superficie vuota aiuta subito a chiarirsi le idee. Vale per i cassetti della scrivania, i ripiani del bagno, ma anche per la cesta dei giochi dei bambini (magari approfittando di un momento in cui loro non sono in giro).

Un metodo che funziona spesso è quello delle tre scatole: una per gli oggetti da tenere, una per quelli da donare o vendere, una per tutto ciò che è da buttare. Basta poco per organizzarsi, anche solo con delle buste grandi o delle scatole di cartone.

Se piace, si può provare il famoso metodo “per categoria”, che molti conoscono come Metodo KonMari: raggruppare oggetti simili, ad esempio tutti i libri o tutti i maglioni, e decidere cosa resta davvero indispensabile. A volte si scopre che una pila di riviste occupa spazio solo perché “forse, un giorno…”.


La regola pratica più usata è quella dell’anno: se una cosa non si è usata negli ultimi dodici mesi, spesso non serve più. Non sempre è facile separarsi dagli oggetti, ma il rischio più grande è creare la pila dei “forse”. In questo caso meglio scegliere subito: o dentro o fuori.

Anche un solo mobile vuoto, per un po’, dà già una sensazione nuova in casa. E non è detto che poi debba essere riempito di nuovo.

Come mantenere l’ordine nel tempo (senza stress)

La vera sfida, dopo il decluttering, è evitare che tutto torni come prima. Qui aiutano alcune abitudini semplici, da infilare nelle giornate senza troppa fatica. Ad esempio: rimettere ogni cosa al suo posto appena si finisce di usarla. Può sembrare banale, ma spesso salva dal caos che si accumula, specialmente in cucina o in bagno dopo una mattina di corsa.

Un piccolo trucco che aiuta molto è quello dell’“uno dentro, uno fuori”: ogni volta che entra in casa qualcosa di nuovo, si cerca di togliere almeno un oggetto simile. Funziona con i vestiti, ma anche con libri e utensili da cucina. Così gli armadi non scoppiano e c’è sempre spazio per qualcosa di davvero utile.


Chi ha poco tempo può dedicare anche solo 10 o 15 minuti al giorno al riordino: basta scegliere una zona, mettere la musica e sistemare quello che si può. Meglio una piccola abitudine quotidiana che una giornata di decluttering forzato, dopo settimane di rimandi.

A volte non tutto resta in ordine: capita che il cambio stagione riporti un po’ di caos negli armadi, o che una settimana intensa faccia saltare le regole. Succede, fa parte della vita. L’importante è ripartire quando si può, senza sensi di colpa. La casa è viva e si adatta anche ai momenti di disordine.

Alla fine, il decluttering è soprattutto un modo per scegliere di abitare meglio, ogni giorno. Un piccolo passo dopo l’altro, tra una tazza di tè e una finestra spalancata. La leggerezza vera arriva quasi senza accorgersene.

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