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Ordine e pulizia

Lavare il parquet: il metodo giusto che non lo rovina

Certe mattine la luce entra di sbieco, i nodi del parquet brillano e ci si domanda come mantenere quel calore, senza rischiare aloni o segni opachi. Lavare il parquet senza rovinarlo sembra un gesto banale, ma nasconde qualche trucco prezioso.

Lavare il parquet: il metodo giusto che non lo rovina
Lavare il parquet: il metodo giusto che non lo rovina

La superficie del parquet racconta la storia della casa, tra scarpe di corsa e calzini lenti, giochi di bambini e gatti che scivolano di fretta. Spesso però ci si accorge che bastano poche mosse sbagliate per trasformare un pavimento luminoso in una distesa piena di macchie o righe. Meglio sapere come trattarlo con cura, senza gesti complicati né prodotti miracolosi. La domanda gira spesso tra chi ama il legno: come si lava il parquet senza rovinare la finitura, senza lasciare residui e senza impazzire ogni volta che cade una briciola?


Non serve rivoluzionare le proprie abitudini. Piuttosto, conviene prendersi qualche minuto per osservare com’è fatto il proprio parquet, capire se è verniciato o oliato, se le fughe tra le tavole sono strette o larghe. Piccoli dettagli, ma fanno la differenza. Spesso basta cambiare due strumenti o l’ordine dei passaggi e il risultato resta brillante anche dopo giorni. Nella maggior parte dei casi, quello che rovina il parquet non è l’acqua in sé, ma l’eccesso: gocce lasciate asciugare, panni troppo umidi, detergenti troppo aggressivi. Il resto, si sistema con calma e con una certa leggerezza.

Il metodo giusto per lavare il parquet

Il primo passo è sempre togliere la polvere: meglio usare una scopa a setole morbide oppure un aspirapolvere con la spazzola adatta al legno. Chi ha poco tempo spesso opta per i panni elettrostatici, che raccolgono briciole e capelli senza graffiare la superficie. Se capita di passare la scopa dopo pranzo, quando il sole si abbassa, si nota subito se restano tracce di polvere o se serve ripassare.

Solo dopo si può lavare. Qui la parola d’ordine è una sola: poco acqua. Il panno va ben strizzato, quasi asciutto, e meglio se in microfibra. Un gesto lento, quasi un massaggio. Nei giorni di pioggia, si può aprire una finestra e lasciare che il parquet si asciughi all’aria, senza fretta. Quando invece fuori è umido, serve solo un po’ di pazienza in più.


I detergenti? Non servono prodotti forti: basta un cucchiaio di sapone neutro ogni cinque litri d’acqua tiepida. Niente ammoniaca, niente candeggina, niente profumazioni troppo forti. Il rischio è che il legno si opacizzi o che si formino chiazze irregolari. Se una zona si macchia, si può tamponare subito con un panno leggermente inumidito, senza strofinare troppo. E se rimane una riga, il più delle volte basta lasciar perdere: con il passare dei giorni, la maggior parte dei segni si attenua da sola.

Errori comuni che rovinano il parquet

Uno degli sbagli più diffusi è usare troppa acqua, convinti che aiuti a togliere lo sporco. In realtà, l’acqua in eccesso penetra tra le tavole e può gonfiare il legno. Anche i panni molto bagnati, soprattutto d’inverno, tendono a lasciare aloni che poi faticano ad andare via.

Altra trappola: i detergenti multiuso. Sono pratici, certo, ma quasi mai delicati. Spesso contengono alcool o sostanze sgrassanti che rovinano la finitura protettiva. Lo stesso vale per le spugne abrasive o per chi si lascia prendere la mano e strofina con troppa energia.


Un errore meno evidente? Dimenticare di cambiare l’acqua del secchio quando si lava una superficie grande. Basta poco perché il pavimento torni opaco, anche se all’inizio sembra perfetto. Ogni tanto capita di avere fretta e saltare qualche passaggio, poi si vede subito: piccoli segni, o zone più spente, specie dove si cammina di più.

Piccoli trucchi quotidiani per mantenere il parquet bello

Un parquet curato non chiede gesti straordinari, solo piccole attenzioni. Ad esempio, usare spesso tappeti nelle zone di passaggio, specie vicino a porte e finestre. Così si evita che la polvere entri in casa e graffi il legno.

Se in cucina cade dell’acqua (o magari un chicco di caffè), meglio asciugare subito, anche con un foglio di carta. Non serve farne un dramma. D’inverno, conviene arieggiare ogni tanto per evitare che l’umidità si accumuli, soprattutto dopo aver lavato.


E per chi ha bambini o animali, non vale la pena imporsi regole troppo rigide: qualche segno fa parte della vita. Meglio un parquet vissuto, ma pulito con semplicità, che uno lucido e freddo. In fondo, il legno racconta meglio la casa quando non è perfetto, ma semplicemente curato.

Il profumo del parquet asciutto, una tazza di tè e un pomeriggio lento: certe cose fanno subito casa, anche se fuori piove.

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