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Casa e arredo

Ergonomia in cucina: 5 regole pratiche per muoversi senza fatica

Più comfort e meno fatica: l’ergonomia in cucina rende i movimenti quotidiani più semplici, dal taglio delle verdure alla preparazione del caffè. Idee facili per una cucina più funzionale, sempre.

Ergonomia in cucina: 5 regole pratiche per muoversi senza fatica
Ergonomia in cucina: 5 regole pratiche per muoversi senza fatica

Osservando una cucina abitata, si capisce subito dove scorre l’energia della casa. È una danza continua: una mano apre il cassetto delle posate, l’altra gira la pentola. Spesso, senza accorgercene, seguiamo percorsi poco logici, accumulando piccoli fastidi che col tempo si sentono eccome. Una dispensa troppo alta, la lavastoviglie che costringe a piegarsi di continuo, un piano di lavoro lontano dal lavello: dettagli che all’inizio si ignorano, poi diventano antipatici. Qui entra in gioco l’ergonomia in cucina: non una parola tecnica, ma un modo concreto per semplificarsi la vita.


Nella maggior parte dei casi, bastano pochi aggiustamenti per trasformare lo spazio in un alleato quotidiano. Anche una cucina non nuovissima può diventare più agile: qualche soluzione pratica, piccoli cambiamenti nella disposizione degli oggetti e un po’ di attenzione ai gesti ripetuti ogni giorno fanno davvero la differenza. A volte basta spostare un contenitore, scegliere lo sgabello giusto o cambiare l’ordine delle stoviglie. Il bello? Non serve rivoluzionare tutto: l’ergonomia vive di dettagli e scelte ragionate, adattate alle abitudini di chi la cucina la vive, non solo la guarda. Che sia primavera o pieno inverno, trovare la comodità nei gesti di ogni giorno ha sempre il suo perché.

1. Organizza le zone in base ai gesti

Uno dei principi base dell’ergonomia in cucina è suddividere lo spazio secondo i gesti reali che si fanno ogni giorno. Non si tratta solo di estetica, ma di ridurre gli spostamenti inutili.

Di solito funziona così: si crea una zona per la preparazione, una per la cottura e una per il lavaggio. L’ideale è avere il lavello, il piano di lavoro e i fornelli disposti a triangolo, con pochi passi fra uno e l’altro. Può sembrare banale, eppure spesso una pentola finisce troppo lontana dal lavello o i coltelli sono nascosti in un cassetto in basso.


Un esempio pratico: se tagli spesso le verdure, tieni il tagliere e i coltelli vicino al lavello, magari appesi o in un contenitore a vista. Se il caffè è il tuo rito del mattino, crea un piccolo angolo vicino alla presa elettrica, così da non dover ogni volta spostare la macchina. Gli oggetti più usati, sempre a portata di mano. Bastano due minuti per spostare una ciotola o riallocare il mestolo: la differenza si sente subito.

2. Scegli altezze comode e mobili accessibili

Una delle cause più comuni di stanchezza in cucina? Avere tutto troppo in alto o troppo in basso. Anche in uno spazio piccolo si può trovare la giusta via di mezzo.

Il piano di lavoro dovrebbe essere all’altezza dei fianchi, così da non sforzare spalle e schiena. Spesso capita, soprattutto in cucine più datate, di avere mensole altissime o sportelli bassissimi. Un trucco semplice: metti quello che usi tutti i giorni nei ripiani centrali, lasciando in alto solo ciò che serve di rado (teglie da Natale, per capirci).


E la dispensa? Se possibile, scegli contenitori trasparenti o con etichette grandi. Eviti di perdere tempo a cercare il riso dietro mille pacchetti. In inverno, capita spesso di cucinare piatti più elaborati: avere tutto a portata di mano, senza piegarsi di continuo, fa la differenza soprattutto nelle giornate in cui si cucina tanto.

3. Cura piccoli dettagli ergonomici (fa la differenza)

L’ergonomia in cucina vive di soluzioni quasi invisibili. Una maniglia comoda, un tappetino antiscivolo davanti al lavello, una luce diretta sul piano dove si affetta il pane. Spesso sono proprio questi dettagli a cambiare il piacere dei gesti quotidiani.

Alcuni suggerimenti pratici:


  • Scegli sgabelli o sedie con lo schienale leggermente inclinato: stare seduti mentre si taglia o si impasta non stanca la schiena.
  • Metti un piccolo tappetino morbido nei punti dove resti più spesso in piedi (davanti al lavello o ai fornelli): le gambe ringraziano, soprattutto dopo una lunga giornata.
  • Preferisci maniglie grandi, facili da afferrare anche con le mani bagnate.
  • Una lampada sottopensile illumina meglio di mille faretti a soffitto: provare per credere.

E se la cucina è piccola? Meglio puntare su accessori salvaspazio che restano a vista e si usano ogni giorno, piuttosto che stipare tutto nei mobili alti. Una mensola robusta o un carrellino su ruote risolvono più di quanto si pensi.

4. Tieni tutto ciò che serve davvero a portata di mano

Molte volte si spreca tempo (e pazienza) cercando oggetti in fondo ai pensili. La regola più semplice, ma spesso la più trascurata: ciò che si usa ogni giorno deve stare dove arriva facilmente la mano.

Tazze, mestoli, taglieri, strofinacci: meglio se appesi o su mensole basse, così non si fa avanti e indietro tra cassetti e ripiani. Un cestino per le spezie vicino ai fornelli, il contenitore del sale in vista: questi piccoli accorgimenti fanno risparmiare gesti inutili. Se una cosa ti fa impazzire ogni giorno, cambiale posto. Non è banale, anzi.

Quando arriva l’autunno e si passa più tempo in cucina, lo si nota ancora di più: avere tutto a portata di mano rende la preparazione dei pasti più scorrevole e rilassata.


5. Riduci gli ostacoli e lascia spazio ai movimenti

Un ambiente ingombro costringe a muoversi a zig zag, con una certa dose di frustrazione (soprattutto se si cucina in due). Lasciare libero almeno un passaggio tra il piano di lavoro e il resto della stanza evita urti e rallentamenti.

Controlla ogni tanto cosa davvero usi: elimina o sposta ciò che sta lì solo a prendere polvere. Anche la pattumiera, se messa in un angolo scomodo, rallenta tutto. Vale la pena provare a spostarla per una settimana: a volte basta poco.

E se ogni gesto scorre senza pensieri, la fatica sembra meno fatica. Soprattutto nelle sere in cui si cucina per tanti, oppure quando si ha solo voglia di un piatto veloce e di riposare davvero.

Lascia scorrere l’abitudine. Basta poco (o quasi nulla) per sentire la differenza dopo qualche settimana: la cucina diventa un luogo dove i movimenti fluiscono. E anche preparare la cena dopo il lavoro, a fine giornata, sembra più leggero.

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